L’altra parte della Francia | Benvenuti al Nord

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Oggi ho un’ospite speciale che ha scritto la sua esperienza per me, raccontando “l’altra parte della Francia“. Questo perché voglio mostrare quanto può essere soggettiva un’esperienza e perché visto che per due anni avete letto solo la mia “campana”, adesso possiate sentirne anche altre, con musiche differenti.

Vedrete che la sua esperienza è totalmente diversa dalla mia, lei Nord, io Sud, lei piccolo paese con pochi abitanti, io città (non grande quanto Parigi, Marsiglia) con tanti abitanti.

Lei è una mia ex compagna di classe delle elementari nonché compaesana, che avevo perso di vista con gli anni ma ritrovato grazie a Facebook. Si chiama Jessica Asunis e…aspettate…lascio che sia lei a raccontare un po’ di sé, dirvi dove abita e come sta vivendo la sua esperienza francese. Quindi, “benvenuti al Nord”!

Ciao a tutti…anzi, forse sarebbe meglio esordire con un francesissimo “Salut à tout le monde”, giusto per farvi apprezzare il mio essere, a tutti gli effetti, una donna “poliglotta”, cittadina del mondo e, da mesi, della Francia. Per questo semplice motivo mi è sembrato doveroso salutare anche nella mia seconda lingua, perché mi ci sento davvero una francese, inutile negarlo.

Sembra trascorso un secolo da quando, abbandonato l’amato suolo italiano, ma soprattutto l’amata, unica e soleggiata Sardegna, ho raggiunto la sconosciuta Francia, e posso affermare, con assoluta certezza, che la mia vita è cambiata radicalmente…. In positivo.

Laureata in Giurisprudenza, Dottoressa specializzata in professioni legali, abilitata ad esercitare la professione di Avvocato, nonché disoccupata in Italia, a Cagliari nello specifico, diciamo pure che ho intrapreso la strada francese per poter migliorare il mio futuro, AVERE un futuro vero e (speriamo) una pensione!

Partiamo dal fatto che non ho mai studiato la lingua francese, mai, e quando scrivo “mai”, credetemi sulla parola. Ho avuto, comunque, la fortuna di incontrare nella mia vita persone di nazionalità francese (tra le quali il mio compagno) che mi hanno fatto adorare, sin da subito, la vita oltralpe e così, letteralmente da un giorno all’altro, stanca e sfiduciata dinanzi alla grave crisi economica che colpisce, da anni, l’Italia, e miseramente rassegnata di fronte alle continue delusioni lavorative, ho deciso di trasferirmi ufficialmente en France.

Destinazione? Ovviamente il paese di residenza del mio compagno e della sua famiglia, ossia Dole, nello Jura, Franche-Comtè. Un ridente paese di circa 26.000 abitanti, immerso nel verde e attraversato dal Doubs, distante 50 Km da Dijon e da Besançon, e 350 km da Parigi.

Sole? Manco a vederlo…

Pioggia? Incessante, ma ci si abitua (forse…)

Eppure, in tutta sincerità, questo luogo ed i suoi abitanti si sono fatti amare da subito.

La cosa che più mi ha stupito è una: in questo paese tutto funziona a regola d’arte! Mi domando allora: questo paradisiaco scenario sarà forse riconducibile al numero ridotto di abitanti? Oppure è una splendida ed invidiabile consuetudine tutta francese da cui “tutti” dovrebbero trarre esempio?

Partiamo dall’iscrizione al Pôle Emploi che è stata semplicissima: mi è stato dato un appuntamento dopo circa due settimane dall’iscrizione on line, ed ho incontrato del personale gentile e disponibilissimo, nonostante non parlassi quasi nulla in francese.

Successivamente, dopo essermi candidata al pôle emploi come professoressa di italiano, sono stata contattata (il giorno seguente alla candidatura) dal Rectorat du Besançon per lavorare come insegnante di italiano presso alcuni collège. Ed è qui che, probabilmente, mi sono innamorata di questo posto. La gentilezza e professionalità delle colleghe, degli assistenti e degli alunni stessi è stata incredibile.

La mia paura più grande era quella che, essendo un’italiana arrivata in Francia con lo scopo di lavorare, i francesi del luogo mi avrebbero vista come una “nemica” (tipico e spiacevole luogo comune). Temevo inoltre che, non parlando perfettamente la loro lingua, non mi avrebbero presa nella giusta considerazione, non mi avrebbero aiutata nel momento in cui ne avrei avuto bisogno o compresa in generale. Ed invece tutte queste paranoie si sono dissolte e si è verificato l’esatto contrario: mi hanno immediatamente accolta con un gran sorriso e mi hanno fatta sentire a casa, una casa che ho sentito davvero mia… I francesi che risiedono in questa zona della Francia amano gli italiani, amano la nostra innata simpatia, la nostra invidiatissima cucina ed il nostro modo di essere, unico al mondo.

L’ambito ”pratiche burocratiche” è stato veloce ed indolore.

Sécurité sociale (sanità): in quel di Dole l’ufficio è aperto fino alle 19, con orario continuato. La prima volta sono andata per chiedere le informazioni e tutta la lista dei documenti da depositare, ed il giorno seguente ho presentato la richiesta ufficiale. Tempo di attesa nella sala: zero. Il personale è adeguato, competente e numeroso, motivo in più affinché i cittadini non debbano attendere ore prima di essere seguiti e sbrigare celermente tutto l’iter necessario.

Trascorso circa 1 mese, ho quindi ricevuto il foglio col numero di sècuritè sociale nonché la richiesta di foto tessera e documento di identità. E dopo 2 settimane, senza aver riscontrato alcun problema e senza aver ricevuto chiamate, senza preoccupazioni o patemi vari, mi è stata recapitata la carte vitale direttamente al domicilio. Un’organizzazione seria da cui prendere esempio.

Inoltre, sapete cosa mi piace moltissimo della Francia (perlomeno in questa zona)? Si preoccupa dei propri cittadini.

Disoccupata da circa 2 settimane, sono stata subito contattata dal pôle emploi per un appuntamento.

Mi è stato proposto sia un corso di formazione professionale per diventare Tecnico industriale a Lons Le Saunier (a circa mezzora da Dole) remunerato e con possibilità di assunzione da parte delle aziende che partecipavano allo stage, e sia un corso di formazione professionale per stranieri, con successivo stage presso un’azienda in un ambito a nostra scelta. Ovviamente la mia scelta è ricaduta su quest’ultimo perché, innanzitutto, non sono ancora perfettamente bilingue (l’unico corso di lingue che ho seguito è stato Babbel), e poi perché il mio interesse è legato all’ambito amministrativo/legale, vista la mia formazione universitaria. Si tratta, nello specifico, di un corso remunerato che si svolge tutti gli anni in questa zona ed ogni anno il 100% dei partecipanti viene assunto. Che dire: una percentuale da guinness.

Concludendo posso solo dire di essere strafelice ma soprattutto motivata, piena di sogni ed obiettivi e finalmente, qua in Francia, ho la possibilità di realizzarli!

L’unica pecca è forse il clima….. Da sarda è un problema non vedere spessissimo il sole, ma, come dice una mia carissima amica, se ci fosse pure il sole Dole sarebbe il paradiso 😉

Spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto a chi, come me, armato di coraggio e buona volontà, ha osato andar via dall’Italia…

Ovviamente è tutto relativo e personale, ma vi garantisco che qua, nello Jura, i cittadini hanno la possibilità di realizzare i propri sogni e di vivere sereni: ai tempi d’oggi sembra quasi un’utopia ma nella terra d’oltralpe è la migliore delle cose.

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Una risposta a “L’altra parte della Francia | Benvenuti al Nord”

  1. […] punto di vista e una storia diversa dalla mia, da quella del mio ragazzo e da Jessica, di cui racconterò anche il seguito della sua […]

Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi