Lasciare Nizza per tornare in Italia

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In questo periodo stavamo pensando sempre di più a lasciare Nizza ed eravamo con la mente ormai verso altre cose e verso altri posti. Abbiamo cambiato idea su Nizza e non ci piaceva più, al punto che stavamo pensando un modo per cambiare città, o addirittura provare da un’altra parte del mondo.

Prendevamo ogni mese, da dicembre 2014, i sussidi RSA e quello per l’affitto della casa; come controparte, eravamo tenuti a fare tutto ciò che ci chiedevano la Caf o il Pôle emploi, per riprendere a lavorare.

Con questo sussidio saremo stati seguiti da un referente che ci avrebbe aiutato nelle varie tappe, decidendo insieme un piano di azione che riguardasse la formazione oppure la ricerca di lavoro immediata. Questo referente doveva esserci assegnato entro i primi mesi dalla data di approvazione del sussidio, ma avendo ritardato nell’approvazione, la comunicazione del referente è arrivata a ottobre 2015, ossia quasi un anno dopo.

Nel mentre, anche senza comunicazione e referente, abbiamo fatto tutte le tappe che ci venivano richieste: se ci veniva mandata un’offerta di lavoro che ci corrispondeva dovevamo inviare il curriculum (non era poi sicuro che l’offerta ci corrispondesse, che ci prendessero a lavorare, o anche solo che ci chiamassero per il colloquio), se ci veniva chiesto di frequentare un corso o un atelier dovevamo seguirlo, e così via. Io ho fatto due percorsi: uno chiamato “construire son parcours de formation“, per capire se potevo fare il corso per segretaria; l’altro chiamato “cap projet professionnel“, per vedere quale mestiere era adatto a me. Ho partecipato a una riunione informativa e ho fatto il corso di lingua che sarebbe dovuto durare fino aprile 2016. Il mio ragazzo ha fatto solo il corso di lingua perché non gli era stato richiesto altro.

Dopo il “Cap projet professionnel” a dicembre avevano approvato il mio progetto per il corso professionale sull’accoglienza bancaria a Nancy (Francia del Nord), che sarebbe dovuto iniziare a febbraio 2016Dovevamo cercare di trasferirci in fretta perché il tempo era quasi giunto al termine. Verso dicembre, dopo aver provato a trasferirci a Nancy e non essere riusciti a trovare una casa in affitto a causa dei comportamenti discriminatori nei nostri confronti, abbiamo pensato che l’unica chance rimasta per cambiare la nostra situazione di stallo fosse quella di cambiare del tutto Stato. Siccome è difficile trovare lavoro se non si vive già lì e non si ha a disposizione almeno un numero di telefono, non avendo una qualifica o un curriculum lavorativo molto richiesto per poter cercare lavoro dalla Francia, l’unico modo era partire e ricominciare tutto da capo. Ma per trasferirsi si hanno bisogno di soldi e con la misera RSA che prendevamo non era di certo possibile mettere qualcosa da parte. Abbiamo così pensato di lasciar stare i corsi di formazione francesi e il trasferimento altrove e di concentrarci sulla ricerca di un lavoro qualsiasi pur di racimolare un po’.

La ricerca del lavoro è iniziata a gennaio 2016 ed è andata malissimo: tutte le pochissime offerte erano con anni di esperienza esagerati, in più gennaio è il periodo di ferie annuali per moltissimi commerci e ristoranti a Nizza, quindi la maggior parte erano chiusi. Non abbiamo avuto il tempo di aspettare l’arrivo di febbraio, che sarebbe stato un mese più proficuo per la ricerca di lavoro, che il 25 gennaio ci arriva una comunicazione dalla Caf:

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DIRITTO AL SOGGIORNO – DOMANDA DI RINNOVO

Cara Signora, lei fa parte dell’Unione Europea e risiede in Francia.

Il suo diritto al soggiorno finirà presto, il 1 MARZO 2016. Non potrete dunque beneficiare delle prestazioni famigliari. Voilà (quel voilà mi dà non poco fastidio) perché vi chiediamo di rinviare questa lettera, compilata e accompagnata dai documenti richiesti.

Perché lasciare Nizza | Considerazioni

Mi è stato detto da parenti e amici (e lo penserete anche voi forse): Non potevate fare ricorso? Mandare tutti i documenti, spiegando la situazione e il fatto che la colpa del ritardo nell’avere un referente non era tua? Dire che avevi un progetto, confermato dal Pôle emploi, che sarebbe partito a febbraio o che nel caso stavate facendo tutte le tappe per trovare lavoro ed eravate attivi nella ricerca?

Certo che potevo e ho passato come mio solito un’intera giornata a controllare tutte le leggi sugli Europei in Francia e vedere se a qualcun altro era arrivata una lettera così, per capire se e come avevano risolto.

Ma alla fine del mese di gennaio erano rimasti pochissimi giorni cruciali che dovevamo utilizzare per dare la disdetta della casa e delle altre fatture, altrimenti avremmo dovuto pagare anche il mese di marzo. Altro problema sarebbe stato che la RSA ce l’avrebbero tolta lo stesso anche se avessi presentato ricorso entro il mese, perché queste cose vanno per le lunghe. Poi, pensandoci ancora più a fondo, abbiamo convenuto che noi in Francia non ci volevamo più stare e che era semplicemente una spintarella per la nostra situazione di stallo, o se vogliamo darle un altro nome, potevamo chiamarlo “segno”. Quindi il giorno dopo siamo andati a fare la raccomandata per disdire il contratto della casa e abbiamo preparato le valigie per tornare in Italia e lasciare Nizza.

Siamo pure stati “fortunati” perché leggendo di altre esperienze c’è a chi è andata peggio. Noi siamo stati avvisati “in tempo” e con una comunicazione scritta, mentre tante altre tante persone (la maggior parte spagnoli e portoghesi) si sono viste togliere i sussidi senza nessuna spiegazione, nonostante alcuni vivessero in Francia da più di 5 anni e avessero il diritto di soggiorno senza bisogno di giustificare niente. Hanno dunque dovuto fornire i giustificativi della loro situazione regolare, per poi far sbloccare il loro dossier dopo un po’ di tempo e nel mentre sono rimasti senza soldi. Non potendo permetterci di rischiare abbiamo preferito prendere la strada giusta per noi.

Se anche voi avete ricevuto questa lettera è bene che siate preparati e che come prima cosa chiamiate la Caf. Può essere un errore da parte loro, oppure potete portare velocemente i documenti per risolvere la situazione. Noi siamo andati via sopratutto perché non volevamo più restare lì e quella lettera ci ha solo dato la spinta in più per fare le valigie.

Una risposta a “Lasciare Nizza per tornare in Italia”

  1. […] cui spiego in grandi linee le ragioni del mio rientro in Italia e inoltre ho scritto un bel post esplicativo qui nel blog. Non sto a dilungarmi oltre su questo, in quanto leggendo attentamente questi […]

Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi